17 gennaio 2019 - Intervista lungo il Mella: i nuovi progetti letterari
22/10/2018
Ci siamo, un'altra tappa della mia scrittura è stata raggiunta. Il mio undicesimo manoscritto è stato inviato al mio editor: il titolo è "Il romanzo di Diotima".
Ora mi accingo al dodicesimo impegno: una raccolta di racconti, il cui titolo "Tempi moderni" dovrebbe caratterizzarli per le tematiche affrontate. E' un progetto di narrazione che vede pescare nella cronaca fatti e vicende di forte impatto emotivo, che poi trovano nella mia trasfigurazione letteraria la forma stilistica di indagini approfondite dell'umano sentire.
Vediamo: sono in attesa di avere tra le mani il racconto lungo (o romanzo breve) dal titolo: "Padre e figlio. Le infinite sfumature dell'attesa." Il testo esce nell'ambito del progetto della casa editrice Giovane Holden di Viareggio (www.giovaneholden.it) dal significativo enunciato: Non leggi spesso, leggi sottile!
Inoltre a breve sarà pubblicato il mio nuovo libro "Diario minimo
di uno scrittore esordiente" in cui mi sono lasciato andare alle mie considerazioni sul fare letteratura oggi. Sono stato provocatorio e irritante. Il testo è inserito nella collana "Battitore libero" della Giovane Holden: www.giovaneholden.it
Ho completato l'ultimo mio lavoro: "Il Romanzo di Diotima". Tra poco riprenderò la composizione di "Tempi Moderni", una raccolta di racconti su temi di stretta attualità, non per fare saggistica, ma narrativa letteraria. Vuole essere la mia questa volta una prosa d'avanguardia.
Ho terminata la stesura del nuovo mio libro "Il romanzo di Diotima". Procederò ora con la revisione del testo, per poi sottoporlo alla mia casa editrice Il Giovane Holden, che intanto dovrà procedere alla pubblicazione di due nuovi lavori: un racconto lungo (o romanzo breve) dal titolo "Padre e figlio", e un breve saggio sulla letteratura, caratterizzato da una vena polemica. Il titolo è "Diario minimo di uno scrittore esordiente."
Nel frattempo è uscita sul Bresciaoggi del 30 agosto la recensione del romanzo "Una sana follia" ad opera della giornalista e critica letteraria Piera Maculotti. Sono entusiasta per come è stato presentato il mio ultimo romanzo.
Credo che tre siano i piani narrativi del mio nuovo romanzo "Una rivoluzione quasi perfetta", al di là ovviamente del tema centrale della "violenza" nei rapporti umani: la coppia vista come costruzione della condivisione e della fiducia tra due individui a prescindere dal genere, l'eros come luogo privilegiato dell'istinto e della fuga dai condizionamenti, il conflitto tra privato e pubblico, che mette in evidenza l'incoerenza tra l'essere e l'apparire. Ma soprattutto credo che il quadro che intende rappresentare il romanzo è quello dello smascheramento di ogni ipocrisia sia nei rapporti interpersonali che nella vita politica in generale.
Non è da sottovalutare il tema della sofferenza umana colta nella sua dimensione di solitudine. E poi il potere che agisce tra le pieghe anche più recondite di ogni relazione tra gli umani.
Tra le novità del 2017 della casa editrice www.giovaneholden.it è inserita la prossima uscita del mio settimo romanzo "Una rivoluzione quasi perfetta".
La collana, nella quale è pubblicato il libro, è quella definita Battitore libero. Ho terminato la fase della revisione bozza. L' editing è stato accurato. Sono soddisfatto.
Il romanzo è molto complesso: i piani narrativi si sovrappongono, le tematiche trattate sono a volte di forte impatto emotivo.
Ormai il titolo è quasi sicuro "Una sana follia". Ben si addice alla traccia narrativa che sto seguendo nel raccontare la mia esperienza con Teddy, con l'osservazione costante del suo comportamento nella relazione con me e Loretta. E' la metafora della bellezza della vita, nella sua più alta espressione di vitalità. La vita come perenne giovinezza.
Il processo di lavorazione, che dovrà portare alla pubblicazione del romanzo Una rivoluzione quasi perfetta, è stato avviato. Ho riletto per un'ultima revisione il testo e sinceramente sono rimasto sorpreso per ciò che ho scritto. Quando si è in fase di creazione perdi oggettività e realismo. Solo dopo, quando ti trasformi da scrittore a lettore, avviene quel distacco dal contenuto e ti sembra quasi che non sia stato tu a scrivere quello che leggi. Comunque è un romanzo complesso, dai mille risvolti, e il tema della non violenza credo che sia ben sviluppato nei suoi vari aspetti. Ma anche l'eros la fa da padrone. Anzi direi eros e politica.
Allora ho sottoscritto il contratto di edizione per il mio settimo romanzo. Una rivoluzione quasi perfetta ha trovato il suo editore: Giovane Holden Edizioni con sede a Viareggio. Questo è il sito della casa editrice, dove è possibile avere un quadro completo di questa piccola realtà editoriale: www.giovaneholden.it
E' stata una scelta non semplice, avevo a disposizione più di una proposta, a dir la verità tutte interessanti. Il manoscritto certamente ha suscitato attenzione. Per me è un grande cambiamento, ho l'impressione che stia intraprendendo un percorso editoriale nuovo e particolarmente significativo.
Intanto sto lavorando a due nuovi testi: Teddy, cane senza guinzaglio e Diotima; sono due romanzi che mi portano su sentieri di scoperta dell'essenza umana ma anche della vita nella sua totalità. Comunque è impressionante quando scrivo: escono fuori dei personaggi di cui non avevo conoscenza e poi sono loro a condurmi nello sviluppo della narrazione.
18/3/2014
Scrivere è l'esperienza più esaltante in ogni istante della vita
D.H. Lawrence:<<Nulla è importante se non la vita [...]. Per questa ragione sono un romanziere. Ed essendo un romanziere, mi considero superiore al santo, allo scienziato, al filosofo e al poeta - che sono tutti grandi esperti di parti diverse dell'uomo vivente, ma che non colgono mai l'intero. Il romanzo è il solo fulgido libro della vita.>>
21/3/2014
Raccontare una storia è entrare nell'animo umano. A me interessa non la vicenda ma cosa il personaggio prova nei sentimenti, nei pensieri: è l'animo umano con tutti i suoi moti l'oggetto della mia narrazione. Le trame mi appassionano poco. L'unica trama che trovo interessante è quella che nasce dai sogni e dalle speranze.
22/3/2014
C’è oggi attorno a noi un po’ di spazio per parlare di letteratura? Domina l’attualità politica, ne è piena la televisione. Domina la cronaca, domina l’economia, c’è sfiducia e non manca la disperazione. Ma quando si parla di letteratura vicino a noi? C’è interesse? E poi cosa vuol dire parlare di letteratura?
24/3/2014
Parliamo di romanzi. Raffaello Palumbo Mosca, nel suo saggio "L'invenzione del vero" (Gaffi editore) fa una distinzione tra romanzi documentali, che mirano all'accertamento dei fatti, e romanzi ibridi, che, al contrario, partono dalla cronaca ( o dalla Storia) per indagare un universale umano. Il romanzo ibrido, dunque, non riflette l'evento, riflette bensì sull'evento o su una rappresentazione di esso. In tale prospettiva si può collocare il mio libro "Lettere da Trieste 1937 - 1940". Non vuole essere un romanzo documentale, anche se è stato originato da documenti (le lettere spedite da Trieste in quattro anni), ma un romanzo ibrido, perché indaga su un <<universale umano>>, l'amore e il sogno di un futuro. Ecco perché una storia privata può diventare pubblica e trasformarsi in letteratura.
28/3/2014
Scrivere è come aprire la porta sull'universo. E' un fascino irresistibile. Non smetti mai più. Lo scrittore non va mai in pensione. E non c'è età che limiti. Una bellissima inchiesta riportata su la Repubblica di ieri 27 marzo ha per titolo: <<Gli anti-Roth. Non si è mai troppo vecchi per scrivere.>> "Perché continuo a scrivere? E allora perché non mi chiede per quale motivo continuo a respirare?" Lawrence Ferlinghetti dagli Stati Uniti.
Ore 19,30 dopo una lunga passeggiata sul Mella con Tess.
Andando in pensione ho finalmente potuto dare sfogo alla mia profonda passione, antichissima: scrivere e interessarmi di letteratura. Ora sono alle prese con il mio quarto libro. Scrivo romanzi ibridi, supero i generi e mi diverto con la mia vena narrativa, partendo dal <<mio vero>>. Amo una letteratura militante. Intendo dire la ricerca della forma espressiva dei generi e tanto altro.
31/3/2014
La pubblicazione di un libro oggi nasce fondamentalmente da due esigenze: una è legata ad un settore che potremo chiamare giornalistico delle inchieste e dei casi da sottoporre all'attenzione del pubblico, l'altra a quello più squisitamente letterario di narrazione di storie. La prima esigenza che trova nel mercato facili echi porta alla produzione di saggi e potremo dire che è l'ambito più gettonato (in questo va inserita anche tutta la produzione di taglio storiografico). L'altra esigenza trova minore risonanza nel mercato e nelle attenzioni editoriali, anche perché è più difficile il consenso attorno a poetiche e a forme espressive che si basano non sull'oggetto del narrare e quindi sull'intreccio, ma sull'indagine di ciò che è dietro l'oggetto narrato, su ciò che non si coglie in superficie. Ovviamente questo secondo tipo di produzione narrativa mi appassiona di più.
4/4/2014
"Ma è anche vero che a volte la vita nel suo svolgersi di per se stessa è narrazione, romanzo, e supera talvolta ogni fantasia d'autore. Per questo una fedeltà a ciò che già è accaduto, riproporlo non come documento storico o di cronaca, ma come rappresentazione poetica e narrativa, vuol dire fornire altre possibilità alla creazione artistica che si lega così ad una dimensione di verità che affonda le radici in ciò che realmente è accaduto e la sua trasformazione poetica ne fa modello di sogno e di lettura universale" (G. Cinque, "Lettere da Trieste 1937 - 1940" Europa Edizioni 2014)
6/4/2014
Perché il libro “Lettere da Trieste 1937 – 1940”, che sarà presentato venerdì 11 aprile 2014 alle ore 17.00 presso la libreria Rinascita di Brescia? Due sono state le circostanze che hanno permesso di realizzare l’operazione letteraria di pubblicazione delle lettere di mio padre: la prima è che mio padre abbia affidato al testo scritto, alla parola scritta la sua storia d’amore con Fortunatina; la seconda che mia madre abbia gelosamente conservate le lettere con un’attenzione tale che nessuna andasse perduta. Pertanto una storia d’amore come tante, un fidanzamento come tanti, un mondo di sogni e di aspettative come tanti, possono diventare trama di una narrazione letteraria grazie alla parola scritta e ad un medium che oggi sembra addirittura anacronistico. Chi oggi pensa realmente di vivere una storia d’amore che si concretizzi in lettere da spedire e in attesa di risposte che vanno a sostanziare i contenuti di sogni e di speranze? È la parola scritta la potenza espressiva dei sentimenti umani che diventano paradigmi di trame che coinvolgono e in qualche modo poi ci riguardano.
7/4/2014
Qual è la differenza tra un saggio (politico, sociologico, storiografico, filosofico) e un romanzo ibrido? Il saggio lavora per oggettività e documentazione, s’interessa di numeri, di dati statistici, di documenti storici. Guarda al fatto, a ciò che è accaduto e a ciò che accade, seleziona le informazioni, anzi le inquadra gerarchicamente, perché alcuni eventi sono più importanti di altri e cerca di cogliere i rapporti di causalità e di determinazione. Il romanzo ibrido invece guarda al cuore dell’uomo, ai suoi pensieri e alle sue emozioni. Anche il romanzo ibrido tratta elementi oggettivi, i dati statistici e i riferimenti storici, ma solo come sfondo in cui si colloca l’azione dell’individuo visto nella sua dimensione interiore e di interazione con l’ambiente. Non s’interessa dell’oggettività, ma della soggettività, senza gerarchia e senza selezione. Possiamo dire che dà della vita una visione più generale e universale, in quanto ogni animo rappresentato è paradigma di una umanità che ci riguarda tutti.
La mia vita è la mia letteratura...
Non c’è particella individuale che non appartenga al cosmo palpitante di un universo totale che riguarda l’umanità
Hay dos formas de soledad: la no deseada y la soledad por elección. En mi novela Un lugar en el caos(ExLibric, 2024) el enfrentamiento entre el analista y el paciente, este último, en un exceso de polémica, hablando de la vejez, representa en manera rotunda que es propio en este periodo de la vida que aparece una soledad no deseada muy grave: “¿Dónde están los nietos a medida que crecen y los abuelos se ponen más viejos? La realidad es que los jóvenes evitan la vejez. Los viejos son feos de ver y resulta engorroso frecuentarlos. Los viejos tienen manías, obsesiones, siempre tienen que decir algo, y nunca ese algo es bueno. Por tanto, mejor evitarlos” (pág. 114).
La soledad no deseada es antes de todo aislamiento físico. Estás a solas, sin ver por largos días a alguien, sin intercambiarse con un amigo palabras aun sencillas. La soledad no deseada se nutre también con un sentimiento de exclusión y marginación. En el enfrentamiento analítico el paciente así describe un lugar que aparentemente quiere luchar contra la soledad de los ancianos: “La residencia de ancianos es un campo de concentración de decrepitud, de sufrimiento, de debilidad física y mental” (pág.112). La soledad no deseada comparece también en la vida de la pareja. Parece imposible que en la pareja hay la soledad, considerado que tiene una vida diaria junta. Todavía es propio así. Son dos mundos los de la pareja que a menudo se encuentran con muchas dificultades. También en la novela El perro viaja conmigo(ExLibric, 2024) este asunto de la soledad en la pareja está tratado. “Cruzar los deseos sexuales no es posible porque los mundos de sueños y fantasías eróticas de cada uno son impenetrables, puede que ni nosotros mismos conozcamos cuáles son. Por eso el logro del placer en el acto sexual es individual y cada amante queda solo consigo mismo” (pág. 64). Pero aún más preocupante es la soledad cuando la pareja envejece. La vida se pone como forzosa y los sentimientos más insoportables sustituyen los de amor y atracción sexual. Esta condición de sufrimiento es así descrita en la novela Un lugar en el caos, a página 118: “De la indiferencia a la insoportable presencia del otro, que muchas veces se transforma en aversión, cuando no en odio. La pareja así es un lugar de soledad, en vez de ser compañía y amistad.”
La soledad no deseada no es sólo un problema individual, privado, que concierne la vida de cada uno de nosotros en unos momentos de nuestra vida. Se trata de un verdadero desafío social, al que el Estado y las instituciones públicas tienen la responsabilidad de dar respuesta. La pérdida del empleo, la migración son condiciones que determinan sentimientos de malestar, que impactan en la salud mental y que provocan fuertes percepciones de aislamiento. Es la soledad de los que vemos como envueltos en una burbuja aislante y que viven por las calles, durmiendo en lugares improvisados como estaciones de tren o paradas de autobús.
En El perro viaja conmigo examino la condición de estos marginados después de encontrarme con un hombre de edad madura que daba vueltas con un perro a lo largo de senderos de Charco del Palo a Lanzarote. “De repente habría querido apartarme, pero luego pensé que no era correcto ignorar a un ser humano, como hoy ocurre con todos los marginados que no tienen voz ni palabras, ignorados, hasta que estallan. A menudo son trastornados, guardan silencio en su burbuja de invisibilidad. Se cubren la cabeza con una capucha hasta los ojos. Rebuscan furtivamente en los contenedores de basura, indigentes avergonzados con su carrito de la compra buscando comida. Los llamarías náufragos invisibles, fantasmas que habitan puentes, paradas y estaciones del metro, sin que los vemos” (pág. 97/98).
Sin embargo existe una soledad deseada, que es fruto de una elección personal. En este caso, la soledad está acompañada de unas sensaciones de plenitud interior, bienestar y satisfacción emocional. Yo personalmente vivo esta soledad por mi creación literaria. Es una condición básica que me trae mucha felicidad. Escribo a página 127 de la novela El perro viaja conmigo: “Para mí, lo sabes, el sitio de Charco del Palo es lugar de felicidad de cada día con el paseo al amanecer y con imaginación narrativa. Cuando estoy allí mi cerebro va muy rápido y empiezan a vivir personajes e historias de pasión, todos los sentidos humanos se agitan y yo vivo otras vidas, otros amores, otros sexos.”
La soledad deseada es también una opción para afrontar condiciones psicológicas de particular relevancia como son los sentimientos de amor o el ahondamiento psíquico de la propia vida. Ejemplar con respecto a eso la condición de soledad querida del poeta italiano Francisco Petrarca del siglo XIV. En su poesía Solo y pensativo él declara que busca la soledad para ocultar su intenso amor por Laura. Esta soledad pero no es bastante porque su amor se transluce y, aun pasea por lugares aislados, montes, calles y ríos, incluso toda la naturaleza, saben de su amor y de su atormentada pasión por una mujer por la que se vuelve loco.
La soledad deseada quiere alimentar la satisfacción interior con la costumbre de una verdadera autonarración. Estar a solas es buscar un lugar adecuado para una conversación íntima con uno mismo. “Me levanto de la cama muy temprano al amanecer y, guardando profundo silencio, me voy a la cocina para calentar la cafetera, preparada la noche anterior, y disfrutar la espera de escuchar el soplo de agua vertiendo café en la caldera de la cafetera. Vierto la bebida caliente en una taza grande y me la llevo al aire libre, no sé, al balcón, la terraza o el jardín, donde me espera una cómoda tumbona. Me coloco allí y me tomo en absoluta tranquilidad esa taza de sabroso café, que obviamente anticipa el que le llevaré a mi esposa más tarde. Considero este primer café un privilegio porque estoy verdaderamente a solas conmigo mismo durante un tiempo libre para excelentes sensaciones. Mis pensamientos malos o buenos van libres y mi psique se vuelve loca” (Un lugar en el caos, pág. 131).
En resumen, podemos prescindir de todo excepto de contar historias, porque estamos hechos así, con un cerebro que es narrativo y a las neuronas les encanta contar historias.